blog altrivini-import2021-04-22T17:21:02+02:00

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Benvenuta, benvenuto.
Grazie di essere qui adesso, per curiosare, passare o restare.

Pensa a chi leggerai come in piedi su uno speakers’ corner, consapevole che l’indipendenza è un privilegio da meritare con la trasparenza.
La funzione di questo spazio non è fare proseliti ma stimolare dialoghi. Il taglio personale di ogni intervento, pertanto, vuol essere supporto alla proliferazione di libere opinioni col pungolo di testimonianze genuine, appassionate.

Fluttuare tra i calici per sorridere, immaginare, dubitare, conoscersi; perché il vino in cui val la pena immergersi non è solo vino, mai.

Un brindisi.

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Un Métras di giudizio

È un periodo che dormo poco: è il far niente che mi fotte. In questo anno e mezzo ho capito che ad andar veloci si è molto più efficaci. Si hanno meno distrazioni. Puoi guardare dal finestrino quanto vuoi ma è solo rallentando che le forme prendono forma e le cose diventano cose. Andar piano è più introspettivo, si dorme meno. Mi sveglio e penso, mica a qualcosa, ma mi sveglio. Il primo caffè è il trionfo della mattina. Se prima del Covid era sempre una corsa, oggi bere il caffè è un rito a cui dedico circa un'ora della mia giornata. È venerdì prima di Pasqua e la luce primaverile manda in estasi il mio salotto. Tazza in mano, sul divano penso che sarebbe un momento perfetto per finire quel libro che mi trascino da mesi. Magari dopo, l'attrazione social resta più forte. Attacco con Instagram, non sia mai

by |venerdì 23 Aprile 2021|altrestorie|

Una sera

Le tante vite che ciascuno vive s’intersecano a volte in punti imprevedibili, benché forse non casuali. A trasportarle può essere una foto, una frase, una canzone, qualsiasi supporto cui una suggestione resti invisibilmente aggrappata per riproporsi di colpo. Mondi paralleli che convergono con impensabile naturalezza; e noi, ritti all’incrocio, spettatori degli ologrammi emotivi che hanno mosso intere stagioni. Evaporata la nostalgia, avanza un delicato stupore per l’incessante nascere e morire dei desideri. Maggio 2008: accompagno mio padre da Emidio Pepe a Torano Nuovo, non perché gliene importi granché ma per fargli respirare l’aria della campagna in cui è cresciuto - qualche collina di là - dopo anni di assenza causata da amare dispute ereditarie. Assisto al suo stupore nel trovare in una cantina famosa gli stessi attrezzi usati da mio nonno per fare il vino da sé, un liquido nero arcigno quanto lui. Sistemo un cartone di Trebbiano e uno

by |sabato 3 Aprile 2021|altrestorie|

Lascia stare il can che dorme

  Parma / 8 Marzo - 14 Dicembre 2020 “Ecco l’importante: che ne rimanesse sempre uno...” ― Il Partigiano Johnny (Beppe Fenoglio)   In termini climatologici, quest’anno sulla nostra piccola osteria è caduta tre volte la grandine, ci siamo beccati due gelate in fase di gemmazione e quel poco di uva che stava venendo su ce la siamo persi contro oidio e peronospora, per non parlare di cinghiali, uccelli e caprioli. Quel che Natura toglie, Natura dà. E perciò il vignaiolo timorato di Dio non si lamenta, bensì procede fiducioso di fronte alla recondita intelligenza che soggiace ai cicli della vita e della vite. Dalla prima serrata imposta per Decreto Ministeriale all’ultima, autoindotta e provocata da evidenti cause di forza maggiore, sono passati 282 giorni. Dài e dài, il contagio finalmente è arrivato, e dall’osservatorio pacato della mia quarantena (pressoché asintomatica, come da copione ...) provo a ripercorrere a volo

by |lunedì 28 Dicembre 2020|altrestorie|

Parla come bevi: Babass

Tanti presunti segreti del vino rispecchiano in realtà nostre lacune. Sentendoci esperti, ci nascondiamo dietro un linguaggio non chiaro, esanime, scoraggiando il dialogo. Parlando una lingua strana e incomprensibile però, ci troveremo di fronte un “antivino”. Il vino è fatto per unire ed il piacere del vino sono anche le parole. Quello che ho imparato in questi anni in mezzo alle bottiglie è che del vino non mancheranno mai le condizioni per amarlo. Piuttosto sarà il desiderio di possederlo, quello si mancherà, poiché per nostra fortuna, nulla di ciò che è vivo si potrà mai dominare. Il vino, come le idee, è di tutti. Quella della Valle della Loira è la storia di una famiglia allargata. Se la percorri in auto, fermandoti qua e là per un sorso e una chiacchiera, hai la sensazione di essere a un matrimonio o a un Natale in famiglia, dove tanti parenti - con cognomi e

by |venerdì 18 Dicembre 2020|altrestorie|

Paris mon amour: yam’Tcha

Adeline Grattard insieme al suo partner, nella vita e nel lavoro, Chi Wah Chan sono l’anima di yam’Tcha (letteralmente “bere tè” in cinese), locale ormai da più tempo sulla bocca di tutti nella Parigi amante e ricercatrice di una cucina non convenzionale. Dopo aver passato qualche anno a Hong Kong per approfondire ma soprattutto conoscere da vicino cultura e tradizioni culinarie del posto e dopo averle fatte proprie, Adeline, di Dijon, decide di rientrare in Francia importando il suo recente bagaglio di esperienza gastronomica. Decide così di dare un nuovo volto alla cucina cinese di Parigi, con piatti caratterizzati da evidenti richiami all’Oriente, soprattutto per la scelta di ingredienti e tecniche di preparazione, ma con un accento meramente francese, da ricondurre alle sue origini. Tra gli aspetti che contraddistinguono di più la cucina di Adeline c’è l’attenzione mirata alla riduzione degli sprechi: “Sono convinta che si parta, per la cucina

by |martedì 15 Dicembre 2020|altrestorie|

Vin’d pum / dududududu cibùm cibùm

entra e fatti un bagno caldo c'è un accappatoio azzurro fuori piove un mondo freddo Me l’ero immaginato un po’ così il vin’d pum 2019 di Ottenimenti, girando il vetro tra le mani: aspettativa proiettata dall’etichetta al bicchiere, delicatamente modellata dalla realtà. Granato leggero. Naso stridulo eppure gentile di frutti selvatici, genziana e rabarbaro. Sorso scabro, guizzante, sfiorato dal tenue brillìo della carbonica fusa al finale di luppolo, salamoia e cola cui non ho opposto indugi da stomaco vuoto. Cena iniziata, bottiglia finita, al baccalà ho abbinato il buonumore delle scoperte inattese. Il vin’d pum nacque a inizio Novecento, per consuetudine, quale ‘vino di recupero’ destinato ai contadini piemontesi. Figlio del caso e dell’indigenza, esposto per sua natura a ingovernabili variabilità da cascina a cascina, assorbiva il surplus invendibile di mele ammaccate arricchendone il fermentato con le vinacce avanzate dalla svinatura. Oggi non sopravvive che in sparuti ambiti rurali. Non

by |martedì 8 Dicembre 2020|altrestorie|
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