La trama nascosta è più forte di quella manifesta (Eraclito)

“Oh grande Guru Mr. Natural, illumina le nostre squallide vite sul senso della propagazione sconsiderata di dirette social, video-conferenze, webinar, degustazioni online…”
Mr. Natural: “Calci nel culo!”

Nei mesi scorsi durante la pandemia globale, serrati in casa, abbandonati a noi stessi tra paturnie apocalittiche e deliri d’onnipotenza collettivi, abbiamo assistito al dilagare abusivo di tutorilist improvvisati più o meno professionali e professionisti più o meno improvvisati. Esibizionisti youtubers allo sbaraglio – uomini e donne – indaffarati ad autopromuovere la propria parlantina da venditori di pentole di cartone in video-conferenze improbabili e funeree degustazioni online che oscillavano tra il patetico e l’impacciato procurando nello spettatore leggermente più avveduto un senso ficcante d’imbarazzo come in quei casi temibili in cui possiamo essere sopraffatti dal sudore freddo e la diarrea fulminea mentre ci troviamo imbottigliati nel vagone di una metropolitana all’ora di punta.

Senza scomodare la Scuola di Francoforte è alquanto evidente che l’industria culturale sostenuta dalle eminenze grigie della Silicon Valley abbia spettacolarizzato qualsiasi evento anche il più intimo delle nostre vite private, svilendo tanto l’evento in sé quanto le nostre stesse esistenze. L’opinione pubblica è una banderuola che segna la direzione dei venti telecomandati da qualche algoritmo preconfezionato. A tener conto di quel che gira online sembra che quasi nessuno mantenga più una sua propria idea indipendente o giudizio critico su se stesso, gli altri, la società e il mondo; tutto ruota capziosamente attorno ai temi caldi del momento: Sanremo, Pandemia, Statue, Economia cinese, Mondiali di calcio, Fermentazioni spontanee, Solfiti aggiunti… topics condivisi che monopolizzano l’attenzione delle masse legittimandole a sentirsi in diritto di avere una propria opinione su ogni cosa, dalla composizione chimica delle supposte alla struttura molecolare del DNA.

Durante la quarantena durata 90 giorni, molti invece d’approfittare di questo momento di stasi per meditare in pace nonostante l’angoscia per il futuro e lasciarsi sopraffare da un senso di meraviglia infantile sulla grandezza della letteratura universale o sulla bellezza sublime dell’arte umana, si sono messi in maniera tragicomica a lanciare nella mischia tendenziosi slogan da stadio rincarati da fumose insinuazioni qualunquiste senza un briciolo d’argomentazione razionale. Bestie razziste in cattività che si sbranano tra di loro. Li sentivi farneticare di LIBERTÀ e DISOBBEDIENZA su Facebook, cioè un’impresa che fattura oltre 40 miliardi di $ controllando le vite passive e le pulsioni preordinate di milioni d’utenti gli stessi cioè che presumono di essere LIBERI e DISOBBEDIRE.

Tornando alla propagazione sconsiderata di dirette social, video-conferenze, webinar, degustazioni alla carlona e corsi sul vino online, la sensazione lancinante era quella di assistere a una fetta piuttosto rappresentativa del genere umano più disadattato che sbracciava e affogava in riva al mare nonostante l’acqua arrivava a malapena alle ginocchia. Neppure la lucidità minima di rendersi conto di stare sbracciando a vuoto tanto erano presi dalla propria insulsa logorrea di cavie umane che si pretendono autonome. Fottutissimi nevrotici abboccati all’amo dei tempi velocissimi e vuoti nella cui gabbia ci rincorriamo come tanti topolini da laboratorio impazziti.

Come in tutte le situazioni di crisi umanitaria, disastri o calamità naturali anche questa pandemia globale che abbiamo appena attraversato ha messo sempre più in luce lo sciacallaggio morale, l’analfabetismo funzionale, l’inettitudine alla convivenza, la mentecattagine smisurata di tanti.
Predominante è stata l’isteria fantascientifica che ha incrementato teorie cospirazioniste da sciropponi lassativi hollywoodiani a cui non crederebbe neppure il Mago Otelma strafatto di crack. Eppure è stato tutto un pullulare infinito di Maghi Otelma strafatti a crack clonati sui social. È così difficile fare massa critica, starsene buoni in silenzio e attendere coscienziosi davanti a un’urgenza, che dobbiamo sempre star lì a sparare le nostre contorte cazzatelle da sfigati ora non più al bar ma da dietro uno schermo mentre espletiamo le varie funzioni corporali sulla tazza del cesso? Oltretutto sembravano tanti priapeschi Ministri della Guerra su Facebook, manco fossero nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu come ho visto fare a troppi fessi sfigati, grotteschi codarducci che si celano dietro uno schermino, i quali, meschini loro, pretendono addirittura di cambiare politica, economia e società con un meme delle loro minchiate d’opinioni mediocri e visioni del mondo più ristrette di quelle di un pollo da batteria. Sbraitano contro i servi del Sistema e neppure si accorgono che è il loro stesso sbraitare che incrementa quel bieco servilismo.
Penso ai complottisti in pantofole, quanta pena! Quelli che hanno letto un solo libro nella vita, Pinocchio, ma nonostante fosse scritto nella propria lingua madre e nonostante fosse illustrato per benino, scena dopo scena, non c’hanno comunque capito una sega, retrogradi illetterati, sbugiardando già solo con la propria presenza nel mondo qualsiasi teoria sull’evoluzionismo progressivo. Eppure vedono il Gatto e la Volpe in ogni anfratto e gomblotti, gomblotti ovunque, da psicotici all’ultimo stadio.

Mentre aspettiamo con ansia le nuove profezie di Nonna Papera sulla fine dei tempi, osservo un’ennesima categoria di disagiati sociali, ben rappresentati in un’altra boiata mostruosa di propaganda infame dove la figura merdosa è stata così totalizzante da assumere proporzioni cosmiche: pennivendoli, fabbricanti di colluttori enologici e pseudo-medici conniventi… peste nerissima vi colga, miserabili cacche umane a cui durante una crisi sanitaria del genere è venuto in mente uno slogan tanto infelice quanto è infelice la genetica fallimentare che costituisce i vostri tristissimi neuroni:

Vino igienizzante del cavo orale. Approvazione della “comunità medica” e di “assoenologi” (Leggi articolo)

James Ensor, I Cattivi Dottori, 1892

James Ensor, I Cattivi Dottori, 1892

È uno slogan ignobile e dovrà restare inciso a futura memoria quale epitaffio dell’intelligenza umana a caratteri di fuoco digitale nelle pagine di storia universale dell’infamia.

Si dirà che la democrazia è anche questo, una piattaforma social dove un Cetto Laqualuque qualsiasi può sbraitare la sua nessuna visione della vita, impunito e senza contraddittorio. Ma è mai possibile, dice Mr. Natural, che la Democrazia debba essere travisata sempre e soltanto in questo trito stereotipo della libertà di esprimersi e mai nella libertà di starsene zitti affanculo?

Ecco, tacere al momento opportuno è democratico ed è un valore importante sempre più trascurato. Tacere a maggior ragione quando su temi tanto complessi – Vino, Arte, Religione, Etica, Scienza, Politica, Salute Pubblica, Economia, Ambiente, Intelligenza Artificiale, Industria Alimentare – non si esaurisce mai lo studio dei saperi correlati, tanto profonda e insidiosa è la scaturigine di conoscenza insondabile, perciò si dovrebbe essere cauti in ogni affermazione che si propone avendo cura di controllare le fonti e mordersi la lingua dieci volte prima di accingersi a parlare (per scrivere questo pezzo ho quasi rischiato di trinciarmi la lingua a pezzetti). Voglio dire che un altro valore importante indicato nelle azioni da Mr. Natural è la volontà di vivere in disparte valorizzando la sostanza dei contenuti e non le personalità velleitarie che spuntano come funghi avvelenati in Rete. Vivere appartati a difesa strenua dal presenzialismo autocelebrativo e vacuo di quasi tutti questi intrepidi famosi per 15 minuti online. Ecco perché Mr. Natural prende a calci nel culo tutti questi mentecatti in streaming che si vomitano addosso e sparlano a vanvera. Parlare per esibizionismo fine a se stesso e per non dire assolutamente nulla. Mr. Natural invece è per i tempi lunghi della scrittura. I silenzi meditabondi e gli ozi fondamentali alla lettura. Imparare a leggere gli accadimenti, a ruminare i pensieri propri e altrui è una nobile forma di solidarietà, una maniera di lottare in disparte, di mantenere la guardia sempre alta, allineati alla propria volontà di non farsi condizionare. Una forma di partecipazione compassionevole di se stessi e degli altri, il modo forse più dignitoso oggi di rispettare e rispettarsi.
Mr. Natural oggi come 60 anni fa ha ben poco da insegnare eppure quel poco è già tanto per i nostri tempi ipertecnologici, quanto di meglio si può sperare di ottenere stando connessi ma evitando come la peste di venire travolti da lavaggi del cervello in massa, da nascoste influenze negative e pericolose manipolazioni dell’anima.
Mr. Natural con la sua aurea da cattivo maestro sedentario dissacrava sornione i falsi miti naïf, i luoghi comuni a iosa e l’urgenza di spiritualità farlocca delle comunità dei fratelli sballoni Flower Power delle comunità Hippy anni ’60. Mr. Natural ieri come oggi dal suo paradiso di carta alle nostre nuvole di Big Data, urla in silenzio alle orecchie di chi sa ascoltare il suo mantra di liberazione interiore: Keep on Truckin’*

*Un modo di dire degli hippies estremamente popolare negli anni ‘60. Detto ottimistico, unico nel suo genere, ricavato da fumetti esoterici nati dalla squisita fantasia comica di un fumettista pazzo e geniale quale Robert Crumb (1943). Keep on truckin’ (mantieni la linea) queste tre semplice parole di incoraggiamento rafforzavano un’idea prevalente della contro-cultura di quegli anni, allora più di oggi. Keep on truckin’ suona come un incitamento a restare fedeli ai propri sogni, a credere in noi stessi, a confidare maggiormente nelle nostre singole scelte esistenziali, non permettendo mai a nessuno di manipolarci l’anima e annacquarci il cervello.