La cucina in generale, in Francia come in Italia, ha da sempre occupato uno spazio rilevante nella definizione della cultura locale; ogni regione con la sua cucina tradizionale, ogni famiglia con le sue abitudini e usanze. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, si è fatto strada un movimento quasi insurrezionale – rivoluzionario – composto da giovani appassionati ben intenzionati a riconfigurare la cucina delle metropoli francesi. Si è affermato con fatica in quanto contro-tendenza, trovando spazio in un format più dinamico, diversificato e innovativo, già evidentemente riuscito in altre città. Oggi Parigi vanta una delle realtà gastronomiche più divertenti, sorprendenti, buone e allo stesso tempo autentiche di tutto il mondo, combinando bistrot, boulangerie, bar à vin e café capaci di conquistare prima i locali e poi i viaggiatori.

In questa sede condividerò il mio personale itinerario di viaggio gastronomico dedicato a Parigi, con un’attenzione particolare rivolta alle piccole realtà nate recentemente. Questi posti animano la capitale francese, spesso mettendo chi li visita in condizioni di comfort davvero inaspettate, talvolta complesse, che pur di provare si è disposti a fare qualche piccolo sacrificio. D’altro canto, si sa, Parigi val bene una messa.